Zia Tittinella: quella che ha subito la guerra

Zia Tittinella: quella che ha subito la guerra

8 settembre 2020

di Flavor Chris

Era il 3 settembre del 1943 quando l’Italia proclamò la resa incondizionata agli Alleati. Un’avvenimento unico e singolare nel suo caso, che suscita stupore e in molti casi sdegno.

Da quel giorno l’Italia non solo accetta di arrendersi al nemico, ma adotta una politica di disimpegno nei confronti della Germania nazista.

L’8 sttembre del 1943, alle ore 18 e 30, il generale Pietro Badoglio trasmette via radio il seguente proclama:

«Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare la impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane.

La richiesta è stata accolta.

Conseguentemente, ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo.

Esse però reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza.»

Il 9 settembre del 1943, nel corso della campagna d’Italia, la 5a armata statunitense del generale Mark Clark sbarca a Salerno con l’intento di conquistare Napoli ed il suo porto, che permetterà successivamente di rifornire le truppe allleate impegnate sul fronte italiano.

Il quattro ottobre, il<<Risorgimento>>, l’unica testata ad essere autorizzata dagli Alleati, scrive:

<<Il primo ottobre, alle 7.35, proveniente da Portici, una unità di ricognizione britannica faceva ingresso nella città di Napoli>>

E fu così che i napoletani, esasperati dalla guerra, accolsero gioiosamente gli Alleati, che entravano trionfanti nella città, ormai ridotta ad un cumulo di macerie a seguito dei numerosissimi bombardamenti.

In questo episodio “Zia Tittinella: quella che ha subito la guerra”, ho avuto la fortuna di incontrare una sopravvissuta alla guerra. Ella, nella registrazione, ci racconta la sua personale esperienza e la sua visione del mondo, lasciandoci così uno dei doni più preziosi che si possano ricevere: la memoria storica.

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