I play the streetlife #1

I play the streetlife #1: stories of my life

10 febbraio 2020

di Flavor Chris

Via Chiaia, Napoli. La pallida luna illumina i tetti delle case e le strade sono accese da una luce vivace. C’è un’atmosfera strana, si respira un’aria particolare, forse sono le preoccupazioni e le ansie della gente che si sono addensate nell’ambiente circostante.

Come al solito il weekend, anziché essere il mio giorno di festa, è il giorno in cui mi devo rimboccare le maniche per riuscire a guadagnare un po’ di soldi, ma soprattutto per riuscire a pagare l’affitto. E così, dopo essere uscito di casa contro voglia (sarei rimasto volentieri su divano a fare un pisolino) mi ritrovo là, in quella via Chiaia descritta poco fa.

Ora, se uno esce per ballare e trova una situazione spenta e poco stimolante, quello che esce per ballare può fare solo una cosa: deprimersi. Ho fatto un grande sforzo su me stesso e non mi sono depresso.

Dopo aver fatto tutti i preparativi ed i rituali annessi, ho aspettato che finisse la partita Napoli ed infine ho acceso lo stereo e mi sono messo a ballare.

Si chiude la prima canzone con un lancio di coriandoli, poi la seconda con un gioco di cappello, ed infine una terza. Il pubblico sembra affascinato dai numeri eseguiti, ma è ancora troppo presto per poter affermare di essere arrivato a un punto.

Breve pausa una mezz’ora più tardi. Mi precipito dai ragazzi del bar di fianco, saluto tutti ad uno ad uno (poiché oramai mi conoscono, sono cliente abituale); piccola sosta in bagno, esco, incontro Michelangelo, il ragazzo che lavora nella pizzeria “Paisà”, lo saluto, gli offro un caffè e torno alla mia postazione.

Rispetto al solito, è molto presto. Metto un brano di classica (“libiamo ne’ lieti calici”) per scaldare gli animi, dopodiché riparto con un brano piuttosto frizzante.

Grazie al cielo ora le strade sono percorse da una fiumana di gente e senza che io me ne accorga sono circondato dagli spettatori.

Danilo, il commesso dirimpetto alla mia postazione, è là a scrutare, in parte incuriosito ed in parte se ne sta lì, nell’attesa che io faccia un po’ di grana cosicché io possa portargli della moneta, dato che lui ne è a corto.

Trentesimo round, o qualcosa di simile. Ho ballato oramai molte tracce, alcune in maniera impeccabile ed altre con una serie di errori spropositati. Ma è andata come è andata, anche questa volta sono riuscito a portare avanti la mia missione.

Metto un ultimo brano di musica classica (“Nessun dorma”), alzo gli occhi al cielo e guardo la pallida luna avvolta da candide nubi.

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Potrebbe interessarti anche : https://flavorchris.wordpress.com/2020/02/04/un-pomeriggio-a-casa-surace/

Oppure: https://www.youtube.com/watch?v=sj6PrlmaJOM

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